Il successo per 5-1 contro il Torino (foto dalla pagina ufficiale del Como 1907 da Facebook) ha cambiato il passo del Como. Secondo quanto riportato da Toro.it, Cesc Fàbregas ha parlato di «fame» e «mentalità» dopo la partita, elogiando una squadra «aggressiva e preparata mentalmente». Per Tuttomercatoweb la sua lettura è ancora più chiara: «abbiamo cambiato tanto e stiamo facendo dei passi avanti… il prossimo passo sarà fare più gol».
Parole che fotografano bene il momento: una formazione solida, una sola sconfitta in campionato e la sensazione di poter ambire a qualcosa che va oltre una tranquilla salvezza.
Le prossime partite: Sassuolo, Inter, Roma
Il calendario non concede pause.
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28 novembre, ore 20:45: Como–Sassuolo
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6 dicembre, ore 18:00: Inter–Como
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15 dicembre, ore 20:45: Roma–Como
Nella classifica aggiornata (fonte Repubblica e SkySport), il Como è al 6° posto con 21 punti, il Sassuolo è 9° con 17, mentre l’Inter occupa la 4ª posizione a 24 punti. La Roma oscilla nella fascia di metà alta della graduatoria, tra 20 e 22 punti.
Proiezione: dove può arrivare il Como prima di Natale
La domanda, ormai, è legittima: se il Como vincesse tutte le partite fino al 15 dicembre, fino a dove potrebbe spingersi?
Lo scenario principale è chiaro:
• Obiettivo massimo realistico: 3° posto prima di Natale
Con tre vittorie (Sassuolo–Inter–Roma), il Como salirebbe a 30 punti. Nelle ultime stagioni, la quota del 3° posto a metà dicembre oscillava tra 27 e 31 punti: numeri che lasciano intendere come la squadra di Fàbregas, con un filotto perfetto, potrebbe inserirsi stabilmente nell’alta classifica.
Gli altri scenari, di cui si può parlare solo come numeri:
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2° posto: possibile solo con passi falsi simultanei delle big;
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4°–5° posto: soglia minima anche vincendo tutto, nel caso davanti non sbagli nessuno.
Un dicembre che può cambiare la stagione
Fra Sassuolo, Inter e Roma si gioca una parte importante del futuro del Como. La squadra arriva con fiducia, con un allenatore che ha chiesto “mentalità vincente” e con una classifica che, per la prima volta da anni, permette di ragionare senza guardarsi alle spalle.
Da qui a Natale, e forse oltre, la sensazione è che tutto dipenda solo dal Como.










