Domenica alle ore 15 il Como torna in campo al Ferraris contro il Genoa per la 34ª giornata di Serie A. Dopo la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, i lariani si rituffano sul campionato ripartendo dalle parole del tecnico Cesc Fabregas.
È proprio l’allenatore spagnolo a inquadrare la sfida, senza giri di parole: “Il Genoa è cresciuto molto. Sinceramente, per la qualità dei giocatori, penso sia una squadra da top ten”. Un giudizio netto, accompagnato anche da un riconoscimento al lavoro in panchina: “Daniele De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro e penso sia l’allenatore giusto per il modo che hanno di giocare. Mi sembra una squadra molto completa”.
Fabregas sa che servirà una partita attenta: “Noi dovremo preparare bene i nostri giocatori, perché sarà una partita molto importante”.
Poi lo sguardo si sposta sul Como. “Ho trovato bene la squadra. È un gruppo coraggioso, che vuole sempre di più, e periodi come questo fanno parte del percorso di crescita individuale e collettivo. Dobbiamo essere preparati mentalmente per affrontare ogni situazione nel modo giusto”.
Un passaggio che diventa anche prospettiva: “La squadra dimostra sempre identità, ha un’idea chiara e una preparazione tattica capace di creare problemi anche a grandi avversari. Sono passi avanti importanti”. E ancora: “Sento che questa squadra potrà continuare a crescere anche nei prossimi anni, migliorando in talento, fisicità e continuità. Dobbiamo continuare su questa strada, perché credo sia quella giusta”.
Sul fronte infortuni, come riporta La Gazzetta dello Sport, arrivano indicazioni complessivamente positive. Douvikas è recuperato, mentre Vojvoda ha accusato una piccola lesione nel finale della gara contro il Sassuolo ma ha stretto i denti fino alla fine. Situazione da monitorare anche per Sergi Roberto, fermato da un problema al polpaccio.
Indicazioni incoraggianti invece su Diao, che si è allenato bene dopo un affaticamento, e su Jacobo Ramon, in crescita di condizione. Per il resto del gruppo non si segnalano particolari criticità.
A Genova servirà una risposta concreta. E passa anche dalle certezze costruite fin qui: identità, organizzazione e una squadra che, come dice il suo allenatore, vuole continuare a crescere.










