Il Lago Ceresio consolida il suo ruolo tra i principali bacini prealpini. Un riconoscimento che non riguarda solo la superficie – quasi 49 km² – o la crescente attrattività turistica, ma soprattutto la cornice normativa e organizzativa che negli anni lo ha equiparato ai grandi laghi del Nord Italia per gestione, tutela ambientale e navigazione.
«Negli ultimi anni abbiamo lavorato in modo coordinato con tutti gli attori coinvolti nella sicurezza delle acque, ottenendo risultati concreti – sottolinea Massimo Mastromarino, presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla – Il Ceresio non è più percepito come un lago minore: la sua importanza gestionale, ambientale e turistica ci colloca di diritto tra i laghi principali del Paese.»
La convenzione Italia- Svizzera
A definire questo status è in particolare la Convenzione Italia–Svizzera del 2 dicembre 1992, che disciplina la navigazione, la vigilanza e la protezione delle acque sul Lago Maggiore e sul Ceresio. Una gestione transfrontaliera condivisa, che riconosce al lago un ruolo strategico e complesso.

Accanto alla normativa internazionale, opera un ente dedicato: l’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla. Compiti: monitoraggio delle acque, regolamentazione della navigazione, manutenzione dei porti, prevenzione e sicurezza. Una governance articolata, analoga a quella dei “grandi laghi” italiani.
«La nostra organizzazione è cresciuta molto grazie a investimenti mirati e all’aggiornamento delle competenze – aggiunge Maurizio Tumbiolo, direttore dell’Autorità di Bacino – Oggi operiamo con mezzi nautici integrati, droni, formazione specializzata e unità cinofile. Il risultato è chiaro: zero incidenti nautici e piena tutela della vita umana sul lago.»
Un lago grande per estensione e identità, ma anche per funzione: ecosistema prealpino da proteggere, polo turistico in sviluppo, modello di cooperazione internazionale. Il Ceresio entra dunque a pieno titolo nel novero dei grandi laghi italiani non solo in senso geografico, ma soprattutto istituzionale e operativo, rafforzando il valore del territorio che unisce Italia e Svizzera.










