La Polizia di Stato di Como ha eseguito un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di quattro minorenni residenti in città. Tre sono nati nel 2010, uno nel 2009.
Sono italiani e stranieri di seconda generazione.
Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Milano, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura. I ragazzi sono accusati di rapine aggravate, lesioni personali aggravate e atti persecutori ai danni di un coetaneo. Lo ha spiegato in una nota e con un video (in foto un frame) la Polizia di Stato.
Le indagini
L’attività è stata condotta dalla Squadra Mobile di Como. Nasce dal monitoraggio dei fenomeni di devianza giovanile, soprattutto in ambito scolastico. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire una serie di episodi iniziati nel maggio 2025.
Gli investigatori hanno identificato i responsabili e raccolto gravi indizi a loro carico.
Le rapine e le aggressioni
Secondo quanto emerso, i minorenni avrebbero compiuto almeno due rapine. In più occasioni avrebbero aggredito e picchiato la vittima. L’obiettivo era appropriarsi di poche decine di euro. Gli episodi si sarebbero verificati anche di giorno. E in luoghi pubblici.
Il comportamento del gruppo
I ragazzi agivano sempre insieme. Sfruttavano la forza del gruppo per intimidire la vittima. La accerchiavano. Le impedivano di reagire. Ricorrevano alla violenza con facilità, nonostante la giovane età. Un modo di agire ripetuto nel tempo.
Le conseguenze sulla vittima
La vittima ha sviluppato un forte stato di ansia.
Ha cambiato le proprie abitudini. Ha evitato alcuni luoghi per paura di incontrare di nuovo gli aggressori. Per questo, oltre alle rapine e alle lesioni, è stato contestato anche il reato di atti persecutori.
La decisione del giudice
Il giudice ha valutato concreto il rischio di nuove aggressioni. Ha quindi disposto il collocamento in comunità per tutti e quattro. Una misura pensata per interrompere la spirale di violenza.E per avviare un percorso di recupero.
Il collocamento in comunità
I minorenni sono stati accompagnati in diverse comunità della Lombardia.
Qui seguiranno programmi educativi e rieducativi. Al termine delle operazioni, i ragazzi sono stati accompagnati in diverse comunità per minorenni della Lombardia, dove seguiranno specifici percorsi rieducativi. Rimarranno nelle strutture in attesa degli sviluppi del procedimento giudiziario e della verifica delle responsabilità in sede processuale.










