Con l’arrivo dell’estate aumentano le giornate trascorse all’aria aperta, ma cresce anche il rischio di punture di api, vespe e calabroni. Nella maggior parte dei casi provocano soltanto dolore, arrossamento e gonfiore localizzato, ma per alcune persone possono scatenare gravi reazioni allergiche fino allo shock anafilattico.
Per capire quando è necessario preoccuparsi e come comportarsi in caso di emergenza abbiamo raccolto le indicazioni della dottoressa Marina Mauro, responsabile dell’Allergologia di Asst Lariana, che proprio in questi giorni conclude il suo percorso professionale andando in pensione.
Quando una puntura può diventare pericolosa
Secondo i dati di AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri) e SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica), le reazioni locali estese interessano circa il 10-15% della popolazione, mentre le reazioni allergiche sistemiche colpiscono circa il 5%.
Un semplice gonfiore nella zona della puntura, anche se piuttosto esteso, non significa automaticamente essere allergici.
“Quando compare un gonfiore locale di almeno 10 centimetri è sufficiente applicare ghiaccio e una crema cortisonica. Il rischio che alla puntura successiva si sviluppi una reazione generalizzata resta molto basso”, spiega la specialista.
Occorre invece chiamare immediatamente i soccorsi se compaiono sintomi come:
- orticaria diffusa con intenso prurito;
- gonfiore del volto;
- nausea, vomito e forti crampi addominali;
- difficoltà respiratoria;
- sensazione di gola che si chiude;
- cambiamento della voce;
- perdita di coscienza o improvviso calo della pressione.
Questi possono essere i segnali di uno shock anafilattico.
Cosa fare in caso di shock anafilattico
In presenza di una grave reazione allergica è fondamentale agire rapidamente.
La persona deve essere fatta sdraiare in posizione supina con le gambe leggermente sollevate e bisogna chiamare immediatamente il 112.
Se il paziente dispone del kit di emergenza prescritto dagli specialisti, occorre utilizzare subito l’adrenalina autoiniettabile, seguita da cortisonici e antistaminici secondo le indicazioni ricevute.
Se la persona vomita deve essere girata su un fianco e, fino all’arrivo dei soccorsi, è importante evitare che si rialzi.
Come togliere il pungiglione dell’ape
Non tutti sanno che api e vespe pungono in modo diverso.
L’ape lascia il pungiglione conficcato nella pelle insieme al sacco del veleno, mentre vespe e calabroni possono pungere più volte senza perderlo.
Per questo motivo il pungiglione dell’ape non deve essere schiacciato con le dita né rimosso con una pinzetta.
La tecnica corretta consiste nello sfilarlo lateralmente utilizzando l’unghia oppure un oggetto rigido, come una carta di credito, evitando di comprimere la sacca del veleno.
Adrenalina e vaccino: le cure che salvano la vita
Per le persone allergiche il kit con adrenalina autoiniettabile rappresenta uno strumento essenziale.
All’Allergologia di Asst Lariana i pazienti vengono addestrati, insieme ai familiari, attraverso penne dimostrative prive di ago e farmaco per imparare a utilizzare correttamente l’autoiniettore.
Nei soggetti che hanno già manifestato una reazione allergica generalizzata è inoltre disponibile l’immunoterapia specifica, comunemente definita “vaccino”.
Il trattamento consiste nella somministrazione controllata di dosi crescenti del veleno responsabile dell’allergia, permettendo al sistema immunitario di sviluppare una progressiva tolleranza.
Secondo gli specialisti, già dopo due o tre mesi dall’inizio della terapia il paziente raggiunge un’importante protezione, mentre il trattamento viene generalmente proseguito per almeno cinque anni.
Il percorso dell’Allergologia di Asst Lariana
L’ambulatorio di Allergologia di Asst Lariana, nella sede di via Napoleona a Como, segue i pazienti che hanno manifestato reazioni allergiche sistemiche alle punture di imenotteri.
Il percorso comprende gli esami diagnostici per identificare l’insetto responsabile, la valutazione allergologica e l’eventuale avvio dell’immunoterapia specifica, considerata una delle strategie più efficaci per prevenire nuove reazioni gravi.
Come evitare le punture di api, vespe e calabroni
Per ridurre il rischio durante l’estate gli allergologi consigliano alcune semplici precauzioni:
- non lasciare esposti cibi zuccherati, carne o pesce durante picnic e pranzi all’aperto;
- controllare sempre lattine e bicchieri prima di bere;
- chiudere accuratamente i contenitori dei rifiuti;
- preferire abiti dai colori neutri evitando motivi floreali;
- limitare l’uso di profumi molto intensi e deodoranti dal profumo dolce;
- non camminare scalzi nei prati;
- verificare la presenza di nidi prima di potare siepi o lavorare in giardino;
- evitare di infilare le mani in cavità, tronchi o fessure;
- mantenere la calma se un insetto si avvicina, evitando movimenti bruschi;
- se si individua un vespaio o un alveare in prossimità delle abitazioni, rivolgersi a professionisti senza tentare di rimuoverlo autonomamente.
Conoscere i sintomi di una reazione allergica e sapere come intervenire tempestivamente può fare la differenza. Una corretta prevenzione, insieme a una diagnosi specialistica e alle terapie oggi disponibili, consente infatti anche ai soggetti allergici di vivere l’estate con maggiore serenità.










