Ad agosto, quando molti partono per le vacanze e le città si svuotano, chi rimane a casa – soprattutto se vive solo – può diventare un bersaglio più facile per i truffatori. Per questo, la mattina dell’8 agosto, la Polizia di Stato di Como, insieme ai Carabinieri e alla BCC Cantù, ha organizzato un incontro formativo dedicato alla prevenzione delle truffe, con consigli pratici e testimonianze dirette, al Centro Polifunzionale di via De Cristoforis a San Fermo della Battaglia.

L’incontro con la Polizia di Stato e Carabinieri
La mattina dell’8 agosto la Polizia di Stato di Como ha tenuto un incontro di sensibilizzazione sulle truffe agli anziani. Presenti il Sostituto Commissario e comandante della Sezione Operativa per la sicurezza cibernetica di Como Nicola Pagani, del Maresciallo Maggiore dell’Arma dei Carabinieri di Rebbio (CO) Cav. Emanuele Zappolini e del consigliere di amministrazione della BCC Cantù Stefano Marelli.
La campagna di sensibilizzazione
Il tema, già affrontato in altre occasioni dalle forze dell’ordine, è stato portato direttamente tra i potenziali bersagli dei truffatori, sempre più presenti nella vita quotidiana non solo degli anziani ma di chiunque, perché nessuno è immune dai tentativi di raggiro. Questa tappa della campagna di sensibilizzazione porta il titolo “Insieme difendiamoci dalle truffe!”.
Durante l’incontro i partecipanti hanno posto domande e ricevuto indicazioni su come riconoscere i tentativi di frode. E anche su cosa fare in caso di emergenza. Sono stati illustrati i casi più frequenti, dalle truffe “porta a porta” ai tentativi di carpire illegalmente password e codici bancari.
La Polizia di Stato di Como rinnova l’invito a tutti i cittadini a mantenere alta l’attenzione. In caso di sospetti a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 in caso di situazioni sospette.
Come difendersi: i consigli ufficiali di Polizia e Carabinieri di Como
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Non aprire mai la porta a sconosciuti, anche se si presentano come tecnici, operatori di aziende o rappresentanti di enti pubblici.
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Non fornire per telefono dati personali, bancari o codici di accesso: nessun ente ufficiale li richiede in questo modo.
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In caso di dubbi, contattare subito un familiare di fiducia o le forze dell’ordine.
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Segnalare immediatamente comportamenti sospetti chiamando il 112 N.U.E.








