Dentro Swissminiatur, dove la Svizzera si costruisce ancora a mano da 67 anni

In superficie i treni attraversano ponti, sbucano dalle gallerie e si fermano davanti a stazioni grandi quanto una casa delle bambole. Dietro la montagna, lontano dagli occhi della maggior parte dei visitatori, ci sono invece banchi da lavoro, attrezzi di precisione e mani che dipingono particolari quasi invisibili.

La montagna
La montagna

È qui, nell’atelier e nell’officina di Swissminiatur, che da 67 anni viene costruita una Svizzera in scala 1:25. Il parco di Melide non è soltanto una raccolta di modellini: è una storia familiare che ha attraversato quattro generazioni, il boom del turismo italiano, la pandemia e l’arrivo delle tecnologie digitali.

Ad accompagnarci in questo viaggio sono stati Dominique Vuigner, oggi presidente dopo avere lasciato la direzione operativa, e il figlio Joël, cresciuto nel parco e dal 2019 alla guida dell’impresa.

Dominique e i ricordi della Swissminiatur delle origini

Dominique aveva sei anni quando suo padre Pierre Vuigner lasciò il Vallese e si trasferì con la famiglia in Ticino. Pierre, allora proprietario di un negozio di alimentari e segretario comunale, si era innamorato dell’idea di riprodurre la Svizzera in miniatura dopo avere scoperto il parco olandese Madurodam.

Per finanziare il progetto vendette il negozio e alcuni terreni di famiglia. Swissminiatur aprì il 6 giugno 1959, dopo giorni di lavoro frenetico. A poca distanza dall’inaugurazione il Cervino non era ancora terminato, una parte dei prati appariva giallastra e il denaro cominciava a finire.

I primi modelli erano soltanto dodici. Oggi sono più di 130.

“Per noi non era un parco giochi: era il luogo di lavoro di nostro padre, qualcosa di molto serio”, ci ha raccontato Dominique, riportandoci agli anni in cui la famiglia viveva seguendo i ritmi e le necessità del parco.

Negli anni Settanta arrivò il grande boom. Nel 1971 Swissminiatur raggiunse circa 600mila visitatori e l’80 per cento proveniva dall’Italia. Per molte famiglie la gita a Melide diventò una tradizione tramandata dai genitori ai figli.

Dominique entrò progressivamente nella gestione e nel 1986 Pierre lasciò ufficialmente le redini a lui e al fratello Jean-Luc. Da quel momento spettò alla seconda generazione accompagnare Swissminiatur attraverso i cambiamenti del turismo e della società.

Joël, la gavetta cominciata come lavapiatti

Il successivo passaggio avvenne nel 2019, quando Dominique affidò la direzione al figlio Joël. Non si trattò, però, di un’eredità ricevuta senza esperienza.

Joël aveva poco più di 14 anni quando cominciò a lavorare nel parco. Partì dalla cucina, come lavapiatti, e negli anni passò dalla manutenzione alla pittura dei modelli, dalle vendite al marketing.

“Per poter guidare Swissminiatur dovevo sapere come funzionava ogni settore”, ci ha spiegato. Una gavetta che gli ha permesso di conoscere il lavoro delle persone che mantengono in vita il parco e di capire che dietro ogni miniatura ci sono progettazione, precisione e ore di pazienza.

Con Joël è cambiato anche il modo di promuovere Swissminiatur. Se il nonno Pierre organizzava feste e coinvolgeva personaggi famosi, oggi la terza generazione partecipa alle fiere internazionali e incontra operatori turistici provenienti da tutto il mondo.

Nell’officina nascosta dentro la montagna

La parte più sorprendente della visita è quella che normalmente resta dietro le quinte. Nell’atelier artigiani e decoratori costruiscono, dipingono e restaurano gli edifici. Nell’officina nascosta all’interno della montagna vengono invece realizzati e riparati i treni e gli altri elementi in movimento.

Pittura a mano, legno e lavorazioni meccaniche convivono con modellazione digitale, stampa 3D e taglio laser.

“La tecnologia ci permette di essere più precisi, ma la componente artigianale resta fondamentale”, ci ha raccontato Joël mostrandoci i laboratori.

Un esempio è il Voralpen-Express, lungo 6 metri e 10 centimetri, per il quale sono servite circa 1.500 ore di lavoro. Il passaggio al digitale è diventato ancora più evidente con il nuovo FLIRT TSI di TILO, inaugurato il 28 maggio 2026 dopo oltre un anno di progettazione e costruzione.

È il primo treno di Swissminiatur sviluppato interamente con la nuova tecnologia digitale. Progettazione e modellazione sono state curate nel parco, mentre costruzione ed elettrificazione sono state affidate ai meccanici e agli elettricisti interni.

L’innovazione entra nell’officina, ma non sostituisce le mani.

Il Covid e il turismo di prossimità

La capacità di adattarsi è stata decisiva anche durante la pandemia. Nel 2020 il parco ha accolto più di 104mila persone e l’aumento del pubblico svizzero ha compensato almeno in parte la forte diminuzione dei turisti stranieri.

“Durante il Covid sono stati soprattutto i visitatori di prossimità a sostenerci”, ci ha spiegato Joël.

Oggi la clientela svizzera genera circa il 75 per cento degli introiti, ma Swissminiatur continua a lavorare anche sui mercati internazionali, dall’Italia e dalla Germania fino all’India, agli altri Paesi asiatici e al Brasile.

La quarta generazione è già al lavoro

Il passaggio generazionale non si è fermato a Joël. Durante la nostra visita, suo figlio Savier era alla guida del trenino che accompagna i visitatori nel parco. Non una presenza simbolica, ma un primo modo per conoscere dall’interno l’attività di famiglia.

Anche Noemi, nipote di Joël, lavora al bar e contribuisce alla vita quotidiana di Swissminiatur. Mansioni diverse, ma lo stesso percorso seguito dalle generazioni precedenti: entrare nel parco attraverso il lavoro concreto, imparandone gradualmente il funzionamento.

È forse questa l’immagine che racconta meglio Swissminiatur: Dominique conserva la memoria delle origini, Joël guida l’evoluzione del presente, mentre Xavier e Noemi rappresentano una nuova generazione che ha già cominciato a trovare il proprio posto.

 Xavier alla guida del trenino
Xavier alla guida del trenino

 

Noemi
Noemi

Le novità e gli eventi dell’autunno

Nel 2026 il parco ha inaugurato anche la Miniera d’Oro di Sessa, prima ricostruzione in scala reale della sua storia.

La stagione proseguirà il 1° ottobre con “Profumi in miniatura: piccoli luoghi, grandi ricordi”. Il 31 ottobre sarà la volta di Halloween, mentre l’8 novembre Swissminiatur saluterà il pubblico con Rudy&Friends – K-Pop Golden Experience.

In superficie continuano a circolare i treni. Dietro le quinte qualcuno dipinge una finestra, assembla una carrozza o progetta il prossimo modello. E mentre Dominique e Joël accompagnano Swissminiatur nel presente, la quarta generazione ha già cominciato a muovere i primi passi.

Dopo 67 anni, la piccola Svizzera continua a crescere come è nata: attraverso una famiglia e un lavoro tramandato nel tempo.

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